Tree Building è un progetto che nasce dopo un percorso di molti anni, oggi quasi 20, di Gabriele Primavera come piantatore di alberi, O anche pastore di alberi, soprannome emerso durante la sua attività che probabilmente sarà apprezzato dai più affezionati alla cosmogonia di Tolkien, mente che ci ha regalato gli Ent e tutta la saga del Signore degli Anelli.
Con questo post vi vogliamo svelare alcuni passaggi che hanno portato alla costituzione di Tree Building, raccontando una storia del tutto personale, ma che ha coinvolto anche il supporto di tante persone nel corso del tempo.
Gli albori di un piantatore di alberi
Gabriele Primavera nasce a Roma, ma cresce a Latina: una città di fondazione con un notevole consumo di suolo e un territorio prono al fenomeno delle isole di calore.
Attivo nell’associazionismo locale già dai 13 anni, con un’adolescenza segnata dall’impegno politico-sociale, comincia la sua attività di piantatore a 17 anni, avvicinandosi alle istanze ecologiste e ai temi della sostenibilità ambientale, mentre contribuiva a promuovere localmente l’utilizzo della bicicletta con numerose iniziative, tra cui anche la celebre Critical Mass.
Pochi anni più tardi, mosso dallo stesso spirito di emancipazione e di valorizzazione del territorio, Gabriele ha contribuito a ribattezzare e ristrutturare il rifugio montano sulla via di salita del Monte Semprevisa, che fu ribattezzato Liberamonte. Portando una squadra di oltre 40 persone a quota 1’052m, si può dire che l’organizzazione di una squadra per un obiettivo comune – quello di ristrutture un rifugio e dotarlo di servizi gestiti in autonomia dai montagnardi – era già in corso di formazione.
Seppur lavorando lontano dall’attenzione mediatica, immaginate la soddisfazione di vedere scelta quella location per il matrimonio di un personaggio di rilievo per il panorama montano italiano come Daniele Nardi, primo alpinista appenninico a scalare Everest e K2.
Ma gli sforzi di Gabriele si sarebbero presto spinti di nuovo in pianura, dove la foresta planiziaria ha dovuto cedere il passo all’urbanizzazione.
Alberi per la città
Nonostante la sua professione di sviluppatore web e programmatore, idealmente opposta a quella più agreste di piantatore d’alberi, Gabriele – già attivo sul panorama cittadino – decide di iniziare un percorso collettivo per portare nuovi alberi in città, laddove l’amministrazione pubblica non interveniva in modo incisivo, quand’anche lasciava zone di verde pubblico in stato di quasi-abbandono.
Animando un variopinto gruppo locale, istituisce nel 2011 il Libero Orto, un arboreto di varie essenze – alimentari e non – sparso tra le aiuole (allora poco mantenute) del Parco San Marco, davanti l’ospedale pubblico di Latina. Lì Gabriele, aiutato dal gruppo di volontari, riesce a piantare nel tempo numerose decine di alberi.
L’iniziativa si dimostrò un successo, il gruppo crebbe rapidamente e coinvolse molti tra gli abitanti del quartiere, consacrando alla città una delle più grandi esperienze di guerrilla gardening urbano del Paese, al punto di essere riconosciuti tra i gruppi delle maggior metropoli italiane.
I riflettori del dibattito cittadino vennero ovviamente portati sul destino del parco e non passò molto tempo che il Comune né dispose una ristrutturazione importante, conservando coscientemente gli alberi sopravvissuti al passare delle stagioni piantati da Gabriele ed il gruppo che contribuiva sostanzialmente ad animare, grazie ad accordi condotti con la pubblica amministrazione, sia a livello progettuale che operativo.
Grazie a quell’esperienza, non solo furono piantati numerosi alberi in tutta la città di Latina, ma l’intero progetto ha svolto la funzione di aggregatore sociale, facilitando lo start-up di diversi altri gruppi affini sul piano cittadino.
L’esperienza durò complessivamente 5 anni, ma ad oggi molti degli alberi piantati torreggiano ancora tra le strade della città, portando ombreggiamento, sequestrando CO₂ e donando frutta gratuita ai cittadini.
Gabriele nel 2025, arrampicato su un gelso a Latina che ha piantato lui stesso.
Verso la Toscana
Nel 2016, Gabriele si trasferisce definitivamente a Pisa per ragioni professionali, ma abbandonare l’Agro Pontino non lo ferma dal continuare a lasciarsi dietro una scia verde.
In quegli anni prova timidamente a rilanciare un altro percorso collettivo per la piantumazione di alberi in città, ma con scarso successo: continua da solo e silenziosamente ad alberare la città di Pisa; come ad esempio nel caso della Sesta Porta, ovvero nuova sede – costruita giusto un anno prima – della stazione degli autobus e di molti altri servizi alla città, dove oggi è presente un cerro, diciamo, più che adolescente e figlio di una quercia plurisecolare dei Monti Lepini; o anche, il pesco fruttifero appena sotto le mura della città, all’ingresso del Polo Fibonacci, cittadella universitaria dedicata alla Matematica, alla Fisica e all’Informatica.
L’incendio del Monte Pisano
Nel 2018, pochi anni dopo il suo trasferimento, Gabriele è testimone, insieme ai suoi concittadini e a tutto il nord-ovest della Toscana, dello spaventoso incendio che ha colpito il Monte Pisano nel 2018.
A partire dal 24 settembre, a causa del dolo di un allora volontario dell’antincendio boschivo, in 3 giorni andranno in fumo più di 1200 ettari di bosco, causando l’evacuazione di numerose famiglie in quello che è stato il peggiore incendio boschivo della zona dagli anni ’70.
Al termine del rogo, l’area colpita non solo sarà stata spogliata di tutto il suo patrimonio forestale, ma l’intensità del fuoco avrà perfino bruciato terra del bosco, esponendo lo strato di roccia del monte, appena coperta da cenere e carbone.
In quel tempo, Gabriele si occupava di sviluppo web per una società con uffici sul territorio, e certo non si poteva fare molto poco dopo l’incendio, mancando un substrato di suolo pronto ad accogliere nuove alberature, ma questo non poteva essere un limite; e, come vedremo, non lo è stato.
Il primo team building
Tra il 2021 e il 2022, a cavallo della pandemia e qualche anno dopo il terribile incendio, Gabriele si è trovato a lavorare per ShippyPro una società – leader nel campo dell’integrazione tra marketplace web e spedizionieri – più attenta all’ambiente che gli permette di organizzare il suo primo team building aziendale.
È proprio qui che forse possiamo vedere il vero concepimento di Tree Building: in una fredda ma soleggiata giornata di febbraio, Gabriele è riuscito a portare, grazie a ShippyPro, la sua squadra di colleghi in una spedizione sul Monte Serra per fare la sua prima piantumazione su un terreno che costeggia il Botro delle Conche, un piccolo ruscello che corre sul fianco della montagna.
In quella occasione, vennero piantati più di 50 lecci personalmente cresciuti da Gabriele da ghiande assolutamente pisane, insieme ad altri alberi come cerri, farnie e corbezzoli.
Una goccia nel mare rispetto al grande lavoro da fare, ma sì sa, il mare è fatto di gocce, ed è tutt’oggi necessario cercare di ricostituire su questa montagna un bosco originario.
L’evento fun un successo e giovò molto allo spirito della squadra, come raccontò ShippyPro stessa.
Il ritorno in città (e non solo)
A partire dall’ottobre 2022, Gabriele torna ad animare un gruppo locale dedito alla piantumazione di alberi, stavolta su Pisa, cercando di allungare la sua scia verde.
Comincia con gruppo principalmente composto da studenti, con cui riesce a piantare diversi alberi in giro per la città, ma anche riuscendo a tornare sul Monte Pisano.
Ma è dalla stagione 2024/2025 che le cose cominciando a prendere una piega diversa. Il gruppo si trasforma in una vera e propria associazione di fatto, diventando hub dei piantatori di alberi su scalata locale, mettendo in rete piantatori locali, curiosi e appassionati coltivatori di alberi con le loro nursery domestiche.
Ciò ha portato al risultato di più di 45 alberi piantati in città in una sola stagione, con maggioranza di alberi da frutta. Già, perché tra le mire del gruppo non c’è solo la tutela del verde pubblico e l’erosione delle isole di calore urbane, ma anche l’avvicinamento della frutta ai consumatori liddove possibile, in un contesto come quello toscano dove, per quanto sia necessaria a un sano stile di vita, la produzione di frutta è crollata.
Al momento in cui scriviamo questo articolo, il gruppo – spiritosamente chiamato Lecciofanti – si appresta ad avere più di 100 alberi attivi in città, oltre a un piccolo vivaio comune usato per replicare essenze arboree.
L’attività di volontariato di Gabriele su questo fronte, continuerà parallelamente alla missione di Tree Building, non escludendo possibili sinergie future per far crescere entrambe le esperienze e aumentare la loro incisività sul territorio.
La Fondazione di Tree Building
Terminato il suo mandato come CTO e poi sviluppatore in un’azienda nel campo insurtech, al termine di un periodo di riflessione sul futuro, Gabriele decide di tentare qualcosa di inedito – per lui e anche per il settore – e più in linea con il proprio ikigai (生きがい), come dicono nel paese del Sol Levante 🇯🇵.
Da questo retroterra e questa riflessione nasce Tree Building, l’unione dell’energia dei team building aziendali e di uno scopo più alto ed importante per la tutela della nostra società e dell’ecosistema in cui viviamo: la riforestazione del nostro ambiente.
Con l’obiettivo di portare più alberi lì dove l’Europa sta più patendo le conseguenze del cambiamento climatico, partendo dall’Italia, Tree Building è una realtà nascente che ambisce a porsi come mediatore di riforestazione, promuovendo la cultura degli alberi – dalla quale inevitabilmente dipendiamo – e facendo del suo core business la facilitazione dei processi di ripristino di ambienti naturali per privati, istituzioni e aziende, lìddove ce n’è più bisogno.
O detta più sinteticamente, un’azienda che ha come unico scopo il piantare alberi. Dovunque questo si renda necessario.
![]()
Per questo stiamo radunando persone e know-how per rendere questo progetto possibile, e soprattutto scalabile: partendo dalla tragedia del Monte Pisano, creare una lunga lista di location bisognose di interventi di rimboschimento, creando una rete distribuita di professionisti impegnati per un obiettivo più grande, all’altezza delle sfide del nostro tempo.
Stiamo senz’altro sognando in grande 😊 Quest’avventura è appena cominciata e non sappiamo cosa avrà per noi in serbo il futuro, ma una cosa è certa: non vediamo l’ora di scoprirlo!
Vi aspettiamo al vostro prossimo tree building!













